HEALING THEATRE AND ROLE PLAY

Incontro di healing, necessaria prenotazione.

Il laboratorio di healing è una sorta di laboratorio umano dove si possono scoprire nuovi potenziali, divertirsi, emozionarsi, lavorare con gruppo accogliente e non giudicante, sperimentare le proprie rigidità e scioglierle, sentire l’amicizia e l’intimità con gli altri. Quest’anno una particolare cura verrà data ai personaggi ed alla loro analisi psicologica e sarà possibile, ma non obbligatorio, partecipare ad uno spettacolo finale. L’healing theatre unisce multiple forme di espressione musica, parole, movimento ed arti grafiche con una comunicazione potenziante ed un ascolto delle emozioni. Si condividono sentimenti e reazioni rompendo le abituali barriere tra le persone. Una moderna evoluzione dell’antica tradizione umana dell’uso delle storie, della danza e della musica per comunicare e ampliare la nostra stessa esperienza di vita.E’ rivolto a chi vuole migliorare in modo divertente la propria formazione personale e le proprie capacità di relazione e socializzazione. Ogni partecipante è chiamato ad esprimere se stesso.
Essere creativi vuol dire rompere degli schemi, togliersi delle maschere.
Verranno anche insegnate le tecniche fondanti del lavoro dell’attore quali l’uso del corpo e della gestualità, gli esercizi di improvvisazione, disegno, danza, haiku..

2 mercoledi al mese dalle ore 21 alle 23.

partecipazione gratuita ad un incontro.healing

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PROSSIMI INCONTRI

Il più grande spreco nel mondo è la differenza tra ciò che siamo e ciò che potremmo diventare.
(Ben Herbster)

Buongiorno Vi auguro una serena estate e vi invio informazioni sulle nostre prossime attività.

Corso estivo: la crisi e il personaggio
Un lavoro sulla psicologia umana applicata al personaggio, utile per attori, per interessati alla psicologia e per persone che desiderano crescere tramite la recitazione. Il corso si svolgerà il 22 agosto dalle 19 alle 22 e 23 agosto dalle ore 18 alle ore 21.

Dal 15 settembre corso di healing theatre and role play 2 mercoledi al mese ore 21 – 23.

I corsi si svolgono in zona Nomentana.

E’ possibile partecipare ad un incontro per conoscerci, necessario prenotare telefonicamente o via email o cellulare (348/0837257).
A presto

Per tutti i corsi è prevista una borsa di studio per il primo iscritto

COME SI FA UN PROGETTO

La domanda è, come si fa un progetto?

Ecco alcuni punti salienti, :

1) si tratta di una macro-progettazione, quindi è inutile se non controproducente, approfondire con dilungazioni i vari punti

2) introduzione –> piccola premessa sul fenomeno, lo scenario, analisi della domanda e del contesto

3) modello teorico di riferimento

4) obiettivo generale

5) obiettivi specifici

6) target, chi lo conduce, luogo e attrezzature

7) metodologia e strumenti

8) attività, fasi, moduli, contenuti ecc ecc (dipende dalla richiesta del testo)

9) durata dell’intervento e pianificazione

10) materiali

11) valutazione pre-in-post

12) vincoli e risorse

13) costi

RIFLESSIONI SU CASO CLINICO

Caso clinico:
Un commerciante sui 40 anni, s.b., si presenta con la moglie a una consultazione psicologica. E’ molto teso, sudato, parla a scatti, mentre la moglie appare tranquilla e silenziosa. l’uomo denuncia insonnia, difficoltà sessuali, agitazione psicomotoria, ansia e preoccupazione per la salute propria e quella della moglie e dei due figli di sei e otto anni. La moglie, interrogata dallo psicologo, dice che in famiglia va tutto bene, solo che il marito è ansioso in modo sproporzionato rispetto alle situazioni. Il commerciante afferma ancora che si sente umiliato per lo scarso successo nel lavoro, che considera modesto rispetto alle proprie aspettative giovanili. Il candidato indichi quali aree approfondirebbe nei colloqui successivi, quali strumenti testologici userebbe come supporto dei colloqui clinici illustrando anche i motivi della scelta, e quali ipotesi diagnostiche potrebbe formulare; indichi inoltre se ritiene opportuno proseguire, almeno in fase diagnostica, i colloqui solo con S.B. o anche con la moglie.
Poiché le informazioni disponibili nel resoconto non sono sufficienti a determinare un’ipotesi diagnostica univoca e sicura, non suscettibile di falsificazioni, nei prossimi incontri con la persona cercherei di approfondire le seguenti aree: storia e rapporti con la famiglia di origine di S.B. , momento di insorgenza dei suoi disturbi (e verifica se collegato ad un evento specifico) e loro durata nel tempo, la rappresentazione di sé di S.B., i suoi rapporti con la moglie e con i figli e le sue difficoltà sessuali e lavorative. Un altro aspetto di primaria importanza è un’analisi della domanda. Da chi parte la domanda dal soggetto o da sua moglie? E come mai si presentano in coppia? Qual’è la richiesta? A quanto pare l’unico sintomo riportato dalla moglie è l’ansia mentre per esempio le difficoltà sessuali non vengono evidenziate (interrogata dallo psicologo dice che va tutto bene in famiglia…). Proporrei un ciclo di colloqui individuali a lui e, se disponibile, anche alcuni incontri individuali a sua moglie. Per poi rivalutare la situazione con maggiore chiarezza.
 Da questo primo incontro, si potrebbe ipotizzare un disturbo d’ansia generalizzato (da verificare il periodo del disturbo) sempre dopo aver escluso che la condizione non possa essere ritenuto conseguenza fisiologica diretta di una condizione medica generale e dopo un ciclo di incontri per approfondire tramite lo strumento del colloquio clinico e tramite la somministrazione di test adeguati, quali il MMPI-2, per valutare la personalità.

auguro a tutti una serena Pasqua una resurrezione dalle tante situazioni di dolore di aridità, soprattutto dalle nostre ferite, dal nostro orgoglio e paura che ci chiudono alla relazione con l’altro al perdono, alla speranza

PROSSIMI INCONTRI

Ecco le prossime proposte di formazione e crescita personale:

HEALING THEATRE AND ROLE PLAY

GIUGNO E LUGLIO

2 INCONTRI MENSILI

MERCOLEDI ORE 21 – 23

ZONA NOMENTANA

 

CORSO SU AUTOSTIMA

4 INCONTRI GIUGNO E LUGLIO

MERCOLEDI 21 – 23

ZONA NOMENTANA

 

CORSO ESTIVO IN UMBRIA

1 WEEK END

PNL E COMUNICAZIONE EFFICACE

 

per informazioni chiama subito il 348/0837257

 

Per tutti i corsi è prevista una borsa di studio per il primo iscritto (soggiorno escluso)

 

FAME D’AMORE

Inizio con le parole di una ragazza che mi ha donato la sua testimonianza.

“ Non ricordo il giorno in cui ho deciso di cominciare questo percorso che lascia morti e feriti sul suo tragitto.

Ero una ragazzina questo si, 16 anni, tutta una vita davanti ma un senso di inadeguatezza verso tutto il mondo esterno, verso le altre ragazza sempre troppo belle e corteggiate rispetto a me, verso una famiglia in cui ogni giorno c’era un problema e in cui forse ero invisibile, alle ore dei pasti l’importante era che mangiassi, che mi rimpinzassi come un maiale, ed è cominciata in parte così, affogando con il cibo tutti i cattivi pensieri, poi come spesso accade si passa sull’altro fronte l’anoressia.

Ero una ragazza che tutti definivano solare, simpatica, intelligente, più matura rispetto alle altre ragazze per la sua età, giocavo a pallavolo, allenamenti di 2 ore 3 volte la settimana forse neanche mi serviva dimagrire ma, come sempre di fronte allo specchio siamo tutte ciccione.

Più passava il tempo e più questo senso di fastidio verso la mia vita si ingrandiva diventava enorme, mi sovrastava, la mia vita non aveva senso, IO non avevo senso!

In quella routine vedevo un senso invece, uno scopo, quando mi svegliavo sapevo che la mia giornata sarebbe stata dedicata esclusivamente allo scopo primario, non mangiare, o nascondermi in bagno e vomitare qualora il digiuno non potesse avvenire.

Una malattia che colpisce l’anima ecco cosa sono i disturbi alimentari, che ti porta a distruggere il tuo corpo e la tua mente, problemi all’esofago, problemi intestinali e ai reni che tutt’oggi a 24 anni ho.

I disturbi alimentari, la guerra con il peso, l’immagine, il cibo, non ti abbandona questo posso dirlo con certezza, non l’ha fatto né con me né con tante altre ragazze piene di vita che conosco e che ci sono passate.

E’ come un ombra che ti segue, tu non la puoi vedere ma sai che c’è.. “

Ad oggi questa ragazza sta meglio ma sta ancora lottando con il disturbo del comportamento alimentare che tanto ha condizionato la sua vita. Un disturbo che sta aumentando numericamente e che colpisce ragazze sempre più giovani anche bambine.

Cosa fare? Come comprendere se una ragazza ha un problema alimentare? Ci sono diversi sintomi che possono aiutarci a comprendere la situazione, uno è molto oggettivo, il peso corporeo, se una ragazza dimagrisce sensibilmente senza che ci siano problemi organici (è sempre importante fare un controllo medico), se comincia a rifiutare alcuni alimenti (che prima mangiava tranquillamente), se restringe progressivamente le sue scelte alimentari e se ha paura di alcuni alimenti (che considera troppo ricchi di calorie), allora potrebbe esserci qualche motivo di allarme. Un altro motivo di allarme è se la ragazza o il ragazzo che è evidentemente gravemente sottopeso, nega ostinatamente la gravità della situazione.

Altro segnale oggettivo molto importante è, nelle adolescenti, l’interruzione del ciclo mestruale per almeno tre mesi. L’anoressia non è l’unico dei disturbi alimentari ma è uno dei più gravi, con la possibilità di conseguenze gravissime.

I disturbi del comportamento alimentare sono essenzialmente disturbi mentali e quindi, prima ancora dell’insorgenza dei segni fisici della malattia, sono già presenti delle instabilità psicologiche nei ragazzi. Quindi il cambiamento fisico viene a volte preceduto da un grande cambiamento di carattere: instabilità emotiva, irritabilità, sbalzi del tono dell’umore, insonnia.

Purtroppo l’attenzione alla alimentazione è presente in moltissimi adolescenti e quindi spesso non viene compresa nella sua gravità. Ma quando questa attenzione diventa continua, ossessiva e si accompagna al continuo osservarsi allo specchio ed al continuo salire sulla bilancia, ciò deve farci riflettere se non stia accadendo qualcosa. L’inizio può essere subdolo e insidioso. L’anoressia si manifesta con l’eliminazione di alcuni alimenti che vengono ritenuti “ingrassanti” (pane, pasta, riso, dolci, olio) ma anche con la riduzione delle porzioni, con una intensa attività fisica e con la riduzione delle attività sociali per non essere costrette a mangiare. L’anoressia si accompagna ad una grande fame e chi ne è affetto deve contrastare l’impulso a mangiare bevendo molta acqua, molto caffe, usando molte spezie invece dei condimenti. Per chi è affetto da Bulimia (altro serio disturbo alimentare) il disturbo può passare inosservato ancora più a lungo perché le pazienti ai pasti mangiano, anzi spesso anche troppo, ma subito dopo si procurano di nascosto il vomito. In questo caso spesso il disturbo è accompagnato da altri seri sintomi: abuso di sostanze o di alcool, furti, promiscuità sessuale, comportamenti fuori dalla norma, acquisti eccessivi o gioco d’azzardo.

Per i genitori è importante avere un atteggiamento attento senza cadere in paure eccessive, se una ragazza è un po’ magra non va subito catalogata come “anoressica”, ma nello stesso tempo non bisogna chiudere gli occhi per paura. Se siete in dubbio rivolgetevi ad esperti e parlatene con loro, uno dei fattori molto importanti nella possibilità di guarigione è proprio il fattore tempo. Più il tempo trascorre e più la malattia penetra nel corpo e nella mente della persone e più difficile ed impegnativa sarà la cura. Non lasciatevi ingannare dal fatto che vostra figlia sia sempre stata una splendida ragazza, infatti le ragazze anoressiche sono spesso molto intelligenti e brave: “Era una ragazza che non ci ha da dato mai problemi”…”Era la prima della classe…”. Queste sono spesso le frasi che si sentono dire dai genitori di ragazze anoressiche, che ci segnalano che tratta spesso di ragazze che sono state ingabbiate in un modello che non le rappresenta davvero.

Se invece sei una ragazza che sta sperimentando un disturbo del comportamento alimentare, se ti sei riconosciuta in una di questi sintomi, ti invito a non aspettare, a chiedere aiuto alla tua famiglia o, se non te la senti, a contattare un centro specializzato. Pensa che dopo un periodo di “Luna di miele” in cui la malattia ti fa sentire potente, importante, insomma sembra quasi una soluzione ad un malessere esistenziale che ti porti dentro da tanto tempo, dopo un periodo di luna di miele, la malattia si trasforma e comincia a privarti non solo e non tanto del cibo, ma della tua voglia di vivere, della tua libertà, della tua possibilità di provare gioia….

Ci sono dei fattori che, in una persona che era già a rischio di malattia, possono rappresentare un elemento scatenante come separazioni o perdite di persone care, alterazioni dell’equilibrio o della struttura familiare (come divorzi, separazioni), esperienze sessuali, malattia fisica acuta o passaggio dalla infanzia all’adolescenza con i suoi cambiamenti fisici.

E’ importante che ogni cambiamento della famiglia sia condiviso e discusso con i ragazzi, per poter ascoltare le loro paure, le loro incertezze. Consideriamoli sempre parte attiva della famiglia, anche se hanno solo 10 anni, i figli hanno sempre la loro idea del mondo e le loro opinioni vanno sempre rispettate. Impareranno solo così a rispettare quelle degli altri e soprattutto le vostre.

Ho chiamato questo breve articolo fame d’amore perché, secondo me, è questo che le ragazze anoressiche silenziosamente urlano al mondo, il loro fortissimo desiderio di significato e di amore, tanto esigente e forte da portarle a rifiutare qualsiasi altro nutrimento, che sentono incapace di soddisfarle. Per questo l’approccio ad una cura deve essere un dialogo amorevole e paziente, dove si possa loro trasmettere serenità e amore.